Perché scrivere è un talento e io non ce l'ho.
Il modello sociale trionfante, quello che vuole una microimpresa a scarsa composizione tecnico-scientifica e una occupazione qualsiasi con basse paghe, ha portato solo diseguaglianze. Circa 10 punti percentuali della ricchezza nazionale complessiva sono transitati dal lavoro ai profitti. Il congelamento dei salari e la frantumazione dei modelli contrattuali non hanno stimolato affatto la crescita. Per la prima volta dopo decenni si è verificata anzi una contrazione secca dei consumi, inaccessibili per i bassi salari (al di sotto dei livelli di 30 anni fa). La radice della crisi è qui. Il credito al consumo ha per un po’mitigato la perdita di potere d’acquisto. Ma le svolte neoliberiste hanno compresso ogni rilancio della domanda aggregata, hanno scartato la qualità della produzione e hanno lasciato deperire scuola, ricerca, ospedali, amministrazione, infrastrutture.La leggenda per cui la rimozione dei diritti e il ridimensionamento del pubblico sono scelte preliminari per attrarre gli investimenti non regge.
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Un grandissimo Michele Prospero sull’Unità (via pollon)
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INCREDIBILE
Già, l’Unità ha sempre la soluzione giusta, SAPERLO PRIMA…….. :(
Michele Prospero prossimo ministro dell’Economiaaaaaa…!!
APPLAUSI…clap clap!!
(via falcemartello)
Diciamo cosa canna alla grande, il nostro, iniziamo il suo processo di rieducazione dal provincial neomarxismo dilangante.
La prima parte della sua analisi è corretta: “dilaga la microimpresa a scarsa composizione tecnico.-scientifica e una occupazione qualsiasi con basse paghe”. Perfetto. Il suo errore è, da bravo sindacal ortodosso, vedere il “lavoro” come centrale e la sua legislazione dirigista centralista come causale. E porre come obiettivo “i consumi” invece del risparmio, mantra con cui i neosocialisti più avveduti tentano di rimpiazzare il crollo di ogni fondamento teorico alle loro tesi.
Nella realtà quel modello di impresa ha fatto la fortuna dell’Italia: il boom economica mica l’han fatto Fermi e Marconi (un po’ Natta), bensì tantissimi smanettoni praticoni con le mani unte di olio. Poi c’è stato il cambio generazionale, l’euro e l’immigrazione. A proposito di diseguaglianze. “La radice è tutta qui”, caro Prospero nomen omen. Lascia sta’ il liberismo e sciacquati la bocca prima di nominarlo: come tutti gli Obamian-Clintoniani, prima minano il sistema con i mutui per tutti e le Fannie Mae, poi dan la colpa dei crolli all’avidità del Libero Mercato.
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No ma infatti, la storia vi sta dando ragione…
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