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Perché scrivere è un talento e io non ce l'ho.
Perché scrivere è un talento e io non ce l'ho.
Appena arrivato alla Camera fui inserito nella Commissione Sanità per il semplice motivo che ero medico. Trovo questo modo di procedere sbagliato: un politico-medico non deve entrare Commissione Sanità, così come un politico-insegnante non deve entrare in Commissione Pubblica Istruzione, il Garante dell’editoria non deve essere un giornalista e nel Consiglio Superiore della Magistratura non dovrebbero sedere magistrati, se non in minima parte. Mi rendo conto che, a forza di esaltare il ruolo dei “tecnici”, questa possa sembrare un’eresia. Però, se vogliamo che il politico difenda l’interesse collettivo, egli non può occuparsi di una materia in cui sono discussi interessi diretti della categoria cui appartiene. In questo caso, egli smette di essere quel parlamentare previsto dalla Costituzione, che rappresenta la nazione senza vincolo di mandato, e resta soltanto il rappresentante di una categoria, inviato in Parlamento per tutelare interssi minori e di parte. Io, per esempio, venivo dall’Anaao, il più grande sindacato dei medici ospedalieri, e dunque portavo in Commissione Sanità soprattutto le esigenze dei medici: nonostante i miei sforzi, mi riusciva difficile farmi interprete dei bisogni di tutti gli altri (i pazienti, gli infermieri, i cittadini in buona salute, …). Li guardavo sempre con l’ottica del sindacato di categoria. In quegli anni mi sentivo più un medico eletto in Parlamento che un vero rappresentante del Paese.
--Paolo Cirino Pomicino - Strettamente riservato, Mondadori.
(via ercoli)







