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Intercettazione #8

  • X:
    Noto con un certo stupore che gli stessi che un anno fa elogiavano Zapatero per aver anticipato la sua uscita di scena convocando elezioni anticipate sono quelli che oggi sostengono che se l'Italia andasse a votare in autunno farebbe la stessa fine della Spagna.
  • Y:
    Un paese con la memoria corta e la lingua lunga
  • X:
    A casa mia li chiamiamo "gente senza vergogna"
  • Y:
    A casa mia siamo un po' più volgari


grandecapoestiqaatsi:

Feroce la reazione di Rosy Bindi. «Ora che hanno votato i radicali entrate, non restate qui. Fate presto» le dice Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera. La presidente dell’Assemblea del Pd, Rosy Bindi, allarga sconsolata le braccia e poi, quando Lupi con una battuta le fa presente che «i voti sono voti», replica ironica: «No, gli stronzi sono stronzi».

Quello che non viene mai è il turno della grande finanza. Anzi. Luca Cordero di Montezemolo dà oggi lezioni di moralità pubblica e lotta agli sprechi da tutti i giornali, mentre chiede la svendita di quel poco che resta dell’industria pubblica. Grazie alla campagna contro la politica, il risultato dei referendum di giugno è stato spazzato via con l’idea stessa di «bene comune»: pubblico è tornato sinonimo di corrotto e inefficiente (perché gestito dalla politica), privato è tornato sinonimo di efficiente e virtuoso. Il dio mercato è stato rimesso sul suo trono, incurante della crisi mondiale, delle sue cause e delle sue conseguenze: il regno della meritocrazia è tornato, magicamente risorto dalle ceneri di Lehman Brothers.


--Risentimento e Carità, da leggere tutto.

Non si tratta di fare i difficili. Ma se in Italia il premio per il generoso sacrificio «una tantum» di Montezemolo è la privatizzazione di tutto quel che resta di pubblico, dall’acqua alla Rai, magari accompagnata da un paio di liberalizzazioni sul modello di quella dei treni, ci chiediamo se non sarebbe meglio frenarne l’ardore patriottico, e risparmiargli il sacrificio. Nei grandi paesi democratici, con le Borse che sprofondano, ci si interroga su come evitare il rischio che il primo emiro di passaggio possa acquistare banche e industrie a prezzi di saldo. In Italia si discute di come metterli in vendita al più presto. Ben vengano comunque le proposte di tutti, maghi della finanza compresi. Ma non confondiamo questioni serie, come quella posta da Buffett, con prelievi una tantum che rappresentano, nella migliore delle ipotesi, un buffetto.


--Paperoni Democratici

(Fonte: unita.it)



Nella sostanza il mondo comincia solo ora a misurare il costo enorme e il carattere catastrofico della decisione presa dalla destra angloamericana negli anni ‘70, cioè quella di consentire ai capitali di circolare interamente senza alcun condizionamento politico e sociale, e obbedendo solo alle logiche del mercato finanziario. È avvenuta così una trasformazione genetica della finanza: da infrastruttura funzionale all’economia reale a industria in sé. Questa è stata la vera novità: il denaro fatto sempre più con il denaro. La sovranità, cioè quel potere dei poteri per cui spettava solo agli Stati battere moneta, è passata in larga parte nelle mani di una oligarchia privata. Conseguenza: un’alluvione di titoli e strumenti finanziari fasulli dietro i quali non c’è niente. E quindi debiti, e quindi rendite che gravano sul lavoro e sulla ricchezza reale, e quindi sempre più consumi privati al posto dei beni pubblici. E quindi i ricchi che diventano più ricchi e i poveri che devono rinunciare alla protezione sociale.


--Alfredo Reichlin

Presidente, lei o ha sbagliato discorso, o ha sbagliato Parlamento!


--Pier Luigi Bersani

Finora ha detto che è tutta colpa dei mercati che non capiscono quanto siamo fighi


--Chiara Geloni su Fb  riassume il discorso del Premier